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Albo Psicologi Toscana N° 8896

I superpoteri dell’autismo

Psicologa

I superpoteri dell’autismo

L’autismo non è un dono. E per molti è una lotta senza fine contro scuole, luoghi di lavoro, bulli. Ma da un certo punto di vista può essere un super-potere.

Greta Thunberg

Perchè Greta Thunberg parla di super potere? Può suonarci strano se abbiamo sempre sentito parlare di autismo come un qualcosa di negativo. Approfondiamo la questione.

Innanzitutto, è importante specificare che il disturbo dello spettro autistico è molto variegato. Possono esistere individui anche molto diversi l’uno dall’altro e condividere tutti la stessa etichetta diagnostica. Perchè? Perchè si parla di spettro e quindi sono inclusi nella stessa categoria: bambini isolati, bizzarri, passivi, che non parlano, che parlano, che riescono a essere autonomi nelle attività quotidiane o che non riescono ad esserlo.

Per parlare di questo argomento è importante spiegare anche un’altra cosa:

autismo non significa “meno”, non significa “deficit”, significa soltanto “diverso”.

Siamo portati a considerare ciò che è conforme alle nostre modalità come “normale”, tutto il resto come “imperfetto, carente”. In realtà, sarebbe molto più corretto parlare di tipico e atipico: noi siamo soggetti tipici, i soggetti con autismo sono atipici. Cosa significa? Significa che la “mente autistica” funziona in maniera differente.

Il fatto che il cervello dell’individuo con autismo funzioni diversamente gli conferisce deficit in certi ambiti ma anche potenzialità in altri.

Per esempio, nei soggetti con autismo il processamento delle informazioni visive avviene quasi esclusivamente nelle aree visive, rispetto ai neurotipici che utilizzano anche le aree verbali per il riconoscimento “semantico” dell’immagine. Questa caratteristica è spesso associata a performance migliori in compiti visuo-percettivi e visuo-prassici.
Riescono inoltre a processare simultaneamente un numero più ampio di informazioni percettive e memorizzarle, così da riuscire a richiamarle tutte e con facilità. Un esempio di questa caratteristica sono le opere d’arte di Stephen Wiltshire: artista inglese con autismo, famoso per aver aver disegnato paesaggi urbani di molte capitali del mondo, dopo averle guardate una sola volta, senza aver davanti alcuna fotografia, solo a memoria.

In più, il ragionamento che solitamente utilizzano i soggetti con autismo è induttivo, piuttosto che deduttivo, come fanno i soggetti “tipici”. Significa che mentre noi siamo portati a guardare il mondo dall’universale al particolare, i soggetti con autismo sono portati a fare l’inverso: guardare il mondo prima dai suoi particolari per accedere poi a un’immagine del globale. Questo spesso non è utile per la vita di tutti i giorni ma gli permette di avere una naturale attenzione al dettaglio che per noi è possibile solo se ricercata attivamente.

Così ci possono essere soggetti con autismo con talenti fuori dal comune nel disegno, nel calcolo e nella matematica o nella musica.

Il loro diverso, atipico modo di ragionare e funzionare, gli permette di raggiungere dei risultati eccellenti in vari campi.

Vedono la realtà in un altro modo e quindi fanno riflessioni diverse, apprendono diversamente e si relazionano col mondo differentemente. Molto probabilmente la maggior parte delle conquiste che abbiamo raggiunto nel nostro millennio è solo grazie a soggetti con autismo. Ci sono ipotesi infatti per cui Mozart, Albert Einstein, Isaac Newton, Alan Turing e altri, avrebbero tutti avuto una diagnosi di spettro autistico, se solo fossero vissuti ai nostri tempi.

Sembra che per aver successo nella scienza o nell’arte un pizzico di autismo sia fondamentale.

Hans Asperger

Tutto questo per dire che: certo, come dice Greta Thunberg non è un “dono” essere autistici perchè la realtà in cui viviamo ha delle regole implicite che sono complesse per i soggetti con autismo. In più, molti “tipici” non riescono a vedere al di là della propria comfort-zone e quindi spesso allontanano il diverso.
Quello che però volevo trasmettervi con questo articolo è che il diverso, non è “carente”, ma è solo differente. Anzi, dipende da che prospettiva lo si guarda è colui che ha un talento, una dote, un “superpotere”.

Forse dovremmo soltanto provare a guardare e osservare, senza giudicare. Per provare a comprendere e a scoprire. Posso assicurarvi che potrete soltanto rimanere sorpresi ed imparare.

Una risposta.

  1. Lorenzo ha detto:

    Bellissimo articolo, complimenti dottoressa.

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