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Albo Psicologi Toscana N° 8896

Quarantena: è normale essere tristi e spaventati

Psicologa

Quarantena: è normale essere tristi e spaventati

Questa quarantena ci sta veramente mettendo alla prova!

Problemi economici, distanza dagli affetti, difficoltà di gestione del nucleo familiare, il virus (che può aver colpito i nostri cari, noi o semplicemente farci molta paura)…

È un momento difficile e tutto quello che possiamo fare è cercare di viverlo al meglio e di cogliere da quest’esperienza quanto possiamo di positivo.

Mi spiego meglio. La situazione è difficile, è vero, sia per tutte le cose che vi ho scritto sopra ma non solo. È difficile gestirla a livello emotivo. Proviamo prevalentemente emozioni negative e non sappiamo come reagire.

Perchè? Ma soprattutto, cosa sono le emozioni?

Le emozioni sono degli elementi fondamentali per lo sviluppo dell’individuo e il suo adattamento all’ambiente. Sono un qualcosa di molto antico che si è sviluppato in milioni di anni, durante l’evoluzione della nostra specie. È così che si è creato quello strano, seppur bellissimo meccanismo per cui un solo abbraccio o un sorriso ci aiutano a stare meglio. Non sono necessarie parole, solo all’abbraccio il nostro sistema nervoso centrale risponde liberando i neurotrasmettitori della gioia e del conforto.

Cos’è successo però alla nostra generazione?

Col tempo abbiamo sempre dato per scontato le emozioni e il loro funzionamento, fino al non riconoscerne più la reale importanza. Abbiamo dato un ruolo di comando alla mente cognitiva, al cervello, alla razionalità.

Abbiamo smesso di ascoltarci. Perchè l’abbiamo fatto?

Era più comodo, più veloce. Ascoltare noi stessi non è sempre facile e allora abbiamo smesso di farlo, nell’illusione che tanto le emozioni non fossero così importanti. E adesso? Adesso, in casa, con così tanto tempo da dedicare a noi stessi e con così tante emozioni che ci travolgono, non siamo preparati.

Ogni emozione è un linguaggio indispensabile per la nostra vita. Sono lì per aiutarci. Bisogna ascoltarle per imparare ad accettarle, non combatterle.

Accettarle perché le emozioni esistono per comunicarci qualcosa, per guidarci sul come agire. Ci sono per aiutarci. Bisogna accettare di essere tristi, di avere paura, di essere in ansia, di non sapere cosa accadrà domani.

Quanto è difficile al nostro tempo, dove tutto è programmato, dove abbiamo così tanti impegni e orari stabiliti, non avere risposte: non sapere quando la quarantena finirà, come finirà e che ci succederà nel tragitto.

Tutti questi dubbi ci generano ansia e paura, ci sentiamo disorientati e veniamo travolti. Così iniziano le file al supermercato, la “caccia al trasgressore delle regole” e quella alle mascherine. E se tutti comprano il lievito devo comprarlo anche io! Così il lievito finisce, e quando finisce ci sentiamo ancora più nel panico, come se veramente tutto fosse in bilico. E domani? Chissà che accadrà domani. E il lievito? Questo vortice ci cattura e si ripete, con l’unica conseguenza di farci stare male, come se stare così in questa situazione fosse inevitabile.

Allora ecco che è importante imparare a gestire le emozioni, ad autoregolarle.

Accettare che è normale provare emozioni negative in questo periodo, che il nostro corpo ci sta solo comunicando qualcosa. E allora che fare?

Innanzitutto per regolare le emozioni, bisogna capire che emozione stiamo provando. “Facile!” direte voi. In realtà non sempre.
Lasciate scorrere l’emozione nel vostro corpo e cercate di decodificarla. Cosa state provando? Secondo voi perché la state provando? Ascoltate i segnali del vostro corpo. Tornate in contatto con voi stessi.

Accettate ciò che provate, non fatevi sopraffare da quell’emozione. Ma cos’è che la sta provocando? Ragionate sulle cause. È normale provare ciò in questo momento? Sì, allora lasciatelo scorrere. Parlate di ciò che provate, dite ciò che sentite. Parlatene con qualcuno di cui vi fidate. Vedrete che già solo non sentirsi sbagliati per aver provato quell’emozione vi farà stare meglio.

Molto spesso diamo dei significati sbagliati alle cose. Per esempio, un genitore potrebbe non sentirsi legittimato in questo momento a provare paura, perché deve pensare ai propri figli. Già solo comprendere che è normale provare paura in una situazione che non sa come fronteggiare, sarà fonte di serenità.

Se ciò non fosse sufficiente dedicatevi a ciò che vi fa stare bene. Potenziate l’antagonista della vostra emozione negativa.

Vedete, è ben diverso questo dal reprimere l’emozione negativa stessa. Quella la lasciamo scorrere, perché è bene che ci sia, è normale che faccia la sua presenza in questo momento. Non cerchiamo di nasconderla nè di controllarla. Cerchiamo solo di potenziare ciò che ci potrebbe fare stare meglio.

Quindi, in che senso cogliere da quest’esperienza quanto possiamo di positivo?

Dobbiamo sfruttare questo tempo per riconnetterci con noi stessi, riconoscere alle emozioni il loro ruolo di comando. Educarci a riconoscerle, accettarle e comprenderle. Solo così impareremo a gestirle.

Riferimenti:

  1. Intelligenza emotiva: educarsi ed educare alle emozioni
  2. Corriere della Sera con Daniela Lucangeli: chiusi in casa con i figli, come gestire le loro (e le nostre) emozioni

5 risposte

  1. Alberto ha detto:

    Protrebbe pensare che il mio giudizio sia diparte ma non è così nonostante la situazione sia molto complicata bisogna per forza dare coraggio posso solo dire state a casa così miglioriamo la situazione

    Alberto

    • Valentina Riso ha detto:

      Ha ragione Alberto, la situazione è complicata. Rispettiamo le regole e cerchiamo di ascoltare noi stessi, come suggerisco nell’articolo. Per qualsiasi necessità, io sono qua. Un caro saluto.

  2. Patrizia ha detto:

    È vero tutto ciò che hai scritto… Io infatti sono sola nella mia piccola casa spesso mi trovo a pensare su ciò che sono stata su ciò che sono ora mi faccio coraggio e dico…. ho superato mille problemi con i miei due figli quindi sto alle regole anche questa volta e ne uscirò-usciremo alla grande ❤️ Ciao Patrizia

    • Valentina Riso ha detto:

      Ciao Patrizia, grazie per le tue parole. Sono contenta tu abbia voluto condividere con me la tua storia. Fare ricorso a esperienze passate in periodi difficili per gestire le emozioni durante questa epidemia è la strada giusta. Ti mando un caro saluto.

  3. Mattia ha detto:

    Serve una maggiore consapevolezza, dobbiamo riconnetterci con noi stessi fino in fondo, per comprendere al meglio il funzionamento delle nostre emozioni.

    Se tutti fossimo più capaci credo potremmo evitare tante situazioni inutili di panico come quelle che descrivi nell’articolo.

    Ma non è facile.

    In ogni caso forza. È un momento difficilissimo per tutti noi, ma insieme uniti ne usciremo. Ce la faremo.

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