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Albo Psicologi Toscana N° 8896

Cos’è l’autismo in 5 punti

Psicologa

Cos’è l’autismo in 5 punti

Per i suoi compagni era un tipo un po’ bizzarro, che se ne stava sempre in disparte e non dava retta a quello che gli dicevano […] la maestra lo chiamava in modo gentile e affettuoso, ma lui non rispondeva, pareva non sentire.

“Il bambino che parlava con la luce”, Maurizio Arduino

Così viene descritto un bambino con autismo nel famoso libro del Dott. Arduino “Il bambino che parlava con la luce”. Cerchiamo di capire meglio cos’è l’autismo.
Innanzitutto, secondo il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali (DSM-51) rientra nella più ampia categoria di Disturbi del Neurosviluppo.
I disturbi del Neurosviluppo sono disturbi a base genetica, che si esprimono in seguito a determinati fattori ambientali. Determinano un’alterazione nello sviluppo del cervello, un corso anomalo dello sviluppo cognitivo e quindi un’anomala organizzazione del comportamento.

La definizione di spettro deriva dal fatto che i sintomi si collocano lungo un continuum di gravità. In un estremo ci sono bambini in cui tutti gli ambiti di sviluppo sono molto compromessi, dall’altro i bambini con sintomi meno gravi, dove l’adattamento generale è preservato.

Come si colloca questo disturbo nella popolazione generale?

Secondo gli studi più recenti, la prevalenza è di 1/592.
Il rapporto maschio-femmina invece si presenta come 4:1. È importante precisare però che questo dato potrebbe non rispecchiare totalmente la realtà: sembrerebbe infatti che le femmine riescano a nascondere con più facilità i propri comportamenti autistici, rendendo più difficile individuarle. Come? Imitando i comportamenti e gli atteggiamenti degli altri.

Quali sono le caratteristiche di questo disturbo?

Anomalie della relazione e comunicazione sociale:

i soggetti con autismo hanno difficoltà a condividere emozioni e sentimenti e hanno uno scarso interesse per gli stimoli sociali3. Tendono a stare in disparte, perdendosi nei dettagli di oggetti che per altri possono sembrare insignificanti.
Non riescono a utilizzare efficacemente la comunicazione non verbale e il contatto visivo.
Per questo possono rimanere frequentamente esclusi dalle conversazioni con i pari perchè “si comportano in modo strano” o non rispettano le regole sociali a cui siamo abituati.

Alterazione dello sviluppo del linguaggio:

circa la metà dei bambini con autismo non sviluppa mai il linguaggio4.
L’altra metà presenta comunque un linguaggio con numerose peculiarità: ecolalia (ripetere frasi sentite altrove in maniera spesso disfunzionale), anomalie nell’intonazione e gravi problemi nello sviluppo delle competenze semantiche e pragmatiche.

Comportamenti e interessi ristretti e ripetitivi:

i soggetti con autismo hanno spesso interessi limitati a dettagli di oggetti o ad alcune proprietà non funzionali degli stessi. Altre volte mettono in atto comportamenti e movimenti stereotipati, come: saltellare ossessivamente ascoltando della musica o muovere le dita vicino agli occhi. Nei bambini con buone abilità verbali, gli interessi ristretti si manifestano come dedizione atipica verso ambiti specifici: matematica, videogiochi, arte…
Presentano inoltre un bisogno di aderenza alla routine: ogni cosa ha specifici modi e tempi per essere svolta. Quando qualcosa altera questo equilibrio possono verificarsi episodi di irritabilità, disagio o rabbia.

Insolita risposta agli stimoli sensoriali:

i sistemi sensoriali di cui siamo forniti ci permettono di acquisire informazioni necessarie per agire, interagire e comprendere il mondo esterno.
Nel 70-80% dei soggetti con autismo è presente un’ipo o ipersensibilità di alcuni sistemi sensoriali5. Quest’alterazione potrebbe essere alla base delle difficoltà di interazione con l’esterno e potrebbe presentarsi come: apparente indifferenza a dolore/temperatura, avversione nei confronti di suoni o consistenze tattili specifiche, desiderio di annusare o toccare oggetti in modo eccessivo, essere affascinati da luci o da movimenti…

Esordio precoce:

I sintomi devono essere presenti nel periodo precoce dello sviluppo, ma possono non manifestarsi pienamente prima che le esigenze sociali eccedano le capacità dell’individuo o possono essere mascherati da strategie apprese in età successiva.

È importante specificare che questi 5 punti sono interconnessi tra di loro.

Per esempio: comportamenti stereotipati possono derivare da un’autostimolazione sensoriale, dovuta a sua volta a una iper o iposensibilità. Oppure: avere un interesse così forte per degli oggetti, tale da catturare tutta l’attenzione, può portare a perdere occasioni di interazione con gli altri.

Ma quindi l’autismo è una condizione unicamente negativa? No.

Basti pensare Andy Warhol, Stanley Kubrick, Greta Thunberg. Personaggi che hanno fatto la storia e tutti con il Disturbo dello Spettro Autistico; ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Spero di aver fatto chiarezza e aver gettato un po’ di luce su questo disturbo tanto complesso quanto poco considerato, soprattutto da chi non ci si è mai trovato a diretto contatto. Vi ricordo anche che a breve sarà il 2 aprile, Giornata Mondiale della Consapevolezza sull’Autismo.

Riferimenti:

  1. APA (American Psychiatric Association) (2013). Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders 5.
  2. Baio J, Wiggins L, Christensen DL, et al. Prevalence of Autism Spectrum Disorder Among Children Aged 8 Years — Autism and Developmental Disabilities Monitoring Network, 11 Sites, United States, 2014. MMWR Surveill Summ 2018;67(No. SS-6):1–23.
  3. Volkmar FR, Chawarska K. 2008. Autism in infants: an update. World Psychiatry.
  4. Schreibmann LE. 2005. The science and fiction of autism. Cambridge, Mass: Harvard University Press.
  5. Volkmar F R, Cohen D J (1986) Current concepts: infantile autism and the pervasive developmental disorders. J Dev Behav Pediatr, 7(5), pp 324-329.

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